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La pizzica tra leggenda e realtà

Il morso della natura infonde nelle vene un ritmo frenetico, un’armonia ipnotica prende possesso dei movimenti, il tamburellare insegue i passi: tra leggenda e realtà, va in scena la pizzica.

Le origini della tradizionale danza salentina affascinano da millenni danzatori, appassionati e curiosi provenienti da tutto il mondo. Ripercorrendo le tappe che fanno da teatro a questo misterioso rito, si entra in contatto con il Salento autentico.

Le origini nelle campagne

Per le antiche leggende locali, il fenomeno del tarantismo germoglia nelle campagne salentine, dove, sotto il sole estivo, sarebbero state soprattutto le contadine impegnate nel lavoro nei campi a essere pizzicate della taranta, il ragno il cui veleno dava origine ai movimenti incontrollati, rievocati nella danza.

Tutta la comunità locale, la famiglia e i concittadini, si stringevano attorno alla tarantolata, la donna colpita dal malessere, tentando di guarirla attraverso pratiche che sembravano avvicinarsi agli antichi esorcismi.

Alla musica era assegnato il potere di stimolare il malessere ad emergere: tamburelli, armoniche e violini circondavano la tarantolata, che si contorceva all’incalzare del ritmo, fino a giungere alla liberazione dal veleno.



La salvezza a Galatina

Nelle musiche e nei ritmi della taranta risuonano quelle degli antichi riti pagani, ma, secondo la leggenda popolare, la sua narrazione si intreccia anche con la religione cristiana.

A Galatina, nel caratteristico paese a meno di 10 chilometri da Lecce, l’Apostolo Paolo avrebbe affidato a un uomo che possedeva un pozzo e ai suoi discendenti la capacità di guarire dal tarantismo. Tante sarebbero state le donne ad affollare le vie vicine alla Cappella di San Paolo, dall’800 fino agli anni ‘60, in cerca della liberazione dal misterioso pizzico del ragno.

Ancora oggi il 29 giugno, in occasione della festa patronale dedicata a San Paolo, le strade di Galatina si riempiono per rievocare i riti di liberazione delle tarantolate.

@chiarainpentola

La celebrazione a Melpignano

La storia misteriosa della taranta fa sì che al suono del tamburello i balzi sincopati dei danzatori trasformino ogni campagna in un luminoso palcoscenico e ogni palcoscenico in una selvaggia campagna. È questo forte potere evocativo che ha reso una danza tradizionale locale, una passione internazionale.

Ai giorni nostri il luogo mondialmente riconosciuto come principale custode della magia della taranta è Melpignano, borgo dell’antica Grecia Salentina a circa 25 chilometri da Lecce.

Appena fuori dal suo centro storico, presso l’ex Convento degli Agostiniani, a fine agosto il paese ospita tradizionalmente la Notte della Taranta, il festival in cui la danza popolare incontra contaminazioni musicali internazionali, continuando la tradizione di crocevia di culture della terra salentina.

Ammantato di mistero, il fenomeno culturale della pizzica ha sicuramente ancora molto da svelare, come dimostra il suggestivo Museo Storico del Tarantismo, presso il Palazzo Marchesale di Melpignano.

Sebbene nei secoli si sia cercato di spiegare il tarantismo tra scienza, fede e folklore, a noi piace pensare alla pizzica come a una favola che vuole regalarci un metaforico invito alla vita: il pizzico del ragno accende una passione istintiva che non può essere trattenuta, che scorre nelle vene del Salento.

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